Saab 340 vi dice qualcosa? Saab 2000 invece? No, non sono modelli di automobili, bensì di aerei; si perché la nota casa automobilistica svedese, o meglio ex, in realtà nasce come costruttore di aeroplani, mentre le autovetture sono solo state un’avventura “minore” del colosso scandinavo. Si, sono state, perché oggi in Saab si tira avanti grazie all’aerospaziale.
Ma qual è la vera storia? Facciamo un po’ di chiarezza.
Come molte delle grandi industrie aeronautiche attualmente attive, Saab (che è l’acronimo di Svenska Aeroplan AktieBolaget – aeroplani svedesi società per azioni) nasce poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale, più precisamente nel 1937.
Dopo la Prima guerra mondiale, l’industria aeronautica tedesca si vide proibito l’uso di velivoli multi motore che potenzialmente potessero essere convertiti in aerei militari per operazioni a largo raggio e per un certo periodo di tempo la produzione di aerei in Germania fu vietata. Nel 1921, fu però concessa la costruzione di aerei civili a condizione che questi fossero in linea con determinati requisiti, che fossero dunque approvati da una commissione internazionale di controllo. Il progettista tedesco Carl Clemens Bücker fu commissionato per la costruzione di un velivolo da ricognizione, una commessa che tuttavia avrebbe creato problemi a causa delle vigenti norme del trattato di pace riguardanti l’esportazione di aerei caccia. Bücker decide così di contrabbandare le parti in territorio estero spostandosi in Svezia per il montaggio. Per facilitare le operazioni di trasferimento, Bücker assieme a Ernst Heinkel fondò una società, la Svenska Aero in Lidingö, sempre nel 1921.
Il grande rischio che si correva nell’eludere la “legge” non rendeva l’impresa dell’audace Bücker per niente facile. In realtà solo i timoni e gli “scarponi” erano costruiti in Svezia mentre la produzione della componentistica restante veniva segretamente effettuata in diverse località della Germania per evitare che gli alleati venissero a conoscenza del misfatto. Successivamente però, la Svenska Aero, attraversa dei periodi di crisi finanziaria, motivo per cui l’avventura imprenditoriale dei due soci Bücker e Heinkel si conclude con la cessione dell’azienda alla ASJA (fabbrica ferroviaria svedese) che la ristruttura e la rinomina SAAB, come anticipato, nel 1937.
Da questa nuova società nascono nuove idee, ad esempio quella di costruire automobili, intuizione per niente male, in quanto l’intromissione in questo business, secondo i vertici, avrebbe gonfiato gli introiti: nasce Saab Automobile e che dire, una divisione macina soldi!
Nel periodo post guerra e negli anni a venire Saab Automobile avrebbe dato vita a quelle che ora sono considerate delle icone come il famoso modello 99 lanciato a fine anni 60 e già nel 1974 l’azienda celebra un traguardo molto importante, esce dalla linea la milionesima Saab.
La produzione prosegue, vengono lanciati nuovi modelli e gli esperti del settore automotive accostano il marchio svedese a grandi nomi come Audi o BMW, grazie anche alle tecnologie che vengono implementate e l’alta affidabilità delle vetture; l’Euro NCAP assegna “cinque stelle” come garanzia di massima sicurezza alla Saab 9-5 del 2010 dopo aver effettuato i dovuti test antiurto. Nonostante ciò, il destino dell’azienda non è mai stato altrettanto sicuro dal punto di vista finanziario, tanto che nel 2014, dopo essere passata di mano a vari gruppi automobilistici, termina l’avventura su quattro ruote.
Oggi Saab continua a spiccare nella costruzione di velivoli e neanche a dirlo, il loro 340 è uno dei modelli più sicuri che si possano trovare nei cieli, motivo per cui questo particolare velivolo risulta essere spesso la prima scelta di acquisto di moltissime compagnie aeree per le loro operazioni di voli regionali.
Personalmente ho sempre avuto un debole per questo marchio, anche se dirla tutta non ne so il motivo; probabilmente perché sono conscio del fatto che in strada sarà sempre più raro incrociare una Saab, quell’auto che da bambino mi attirava per le sue linee moderne.
Fortunatamente però oggi possiamo apprezzarne le creazioni aeree, perché ricordiamoci Saab volava, vola e volerà sempre perché un’azienda che si pone come primo obiettivo la sicurezza dei propri clienti merita di rimanere in carreggiata. Siete d’accordo?
Hasib Ben Hassine