3 maggio 2020
Ricordo un fatto molto buffo ma al contempo triste raccontatomi un giorno da un conoscente: questa persona svolge la professione di meccanico aeronautico poiché ha ereditato la passione che ha per gli aerei dal padre il quale prestava servizio come manutentore di aerei nell’aeronautica militare croata (il loro paese d’origine).
La vicenda ha come protagonista un collega del padre, che una mattina, si recò nell’hangar dove lavoravano, e dove quindi venivano effettuati gli ordinari servizi di manutenzione degli aerei. Si presenta però leggermente brillo, forse reduce da una frizzante serata. Non appena si accomoda nell’abitacolo di un MiG-21 per un lavoro sull’avionica, ecco che succede il disastro: per cause sconosciute (o per via dello stato di ebrezza) eietta sbadatamente il sedile su cui sedeva e parte a tutta velocità verso il soffitto dell’hangar, colpendolo in pieno e rompendosi l’osso del collo. Sotto gli sguardi dei presenti, perde così la vita.
Ora, si potrebbero incolpare i colleghi che hanno permesso l’intromissione del meccanico in un hangar militare in tali condizioni oppure discutere dei sistemi di controllo del velivolo, quello che possiamo fare noi oggi è considerare che si tratta di una vicenda accaduta ormai quasi trent’anni fa su un caccia altrettanto datato.
La cosa che mi ha colpito maggiormente, oltre alla stessa tragica vicenda, è stata la potenza e la reattività del sedile eiettabile, al che ho deciso di riportare qui delle informazioni che raccontassero meglio di me questo particolare sistema di salvataggio.
Ma prima un po’ di storia: Il primo seggiolino eiettabile fu progettato dal rumeno Anastase Dragomir nel 1928 e successivamente furono brevettati diversi progetti nella Germania nazista. Il lancio dei primi sedili eiettabili veniva attivato da una carica di aria compressa e, successivamente, da cartucce esplosive. Con l’ulteriore aumento delle velocità degli aerei, bisognò trovare altri modi per lanciare velocemente ed in sicurezza il pilota fuori dall’aereo e fu così che negli anni 50 sull’F-102 Delta Dagger fu montato il primo seggiolino con motori a razzo che rendeva il lancio fuori dall’abitacolo possibile anche a basse quote e con un maggior livello di sicurezza.
Oggi sui seggiolini eiettabili sono stati adottati nuovi automatismi, il paracadute di rallentamento ma soprattutto, dato il livello tecnologico, sono stati aggiunti dei microprocessori in grado di ricevere e avvalersi delle informazioni acquisite dall’avionica di bordo e da speciali sensori di cui vi risparmio la terminologia. In questo modo, il seggiolino può modificare i parametri di eiezione, aumentando la possibilità di sopravvivenza del pilota.
La sequenza di lancio è composta da molti step se analizzati con tutti i relativi dettagli tecnici ma proviamo a sintetizzare il tutto in 3 punti:
1. l’espulsione viene attivata tirando un anello che si può trovare vicino ai piedi o sopra la testa. Una piccola carica esplosiva fa staccare il tettuccio del velivolo.
2. Si allentano automaticamente i chiavistelli che tengono agganciato il sedile all’aereo e immediatamente dopo avviene la detonazione della carica di lancio che provoca lo sparo del sedile. Si attivano ora dei razzi che protraggono la spinta del sedile ad un’adeguata distanza dal velivolo in avaria. I razzi garantiscono una spinta vettoriale nel caso in cui l’eiezione sia stata eseguita con l’aereo inclinato.
3. Infine, se il barometro del seggiolino rileva la giusta quota, viene attivato il paracadute e per il pilota inizia la fase di atterraggio, senza più il sedile, che è stato sganciato un istante prima.
Il tutto avviene in un arco di tempo che non supera i 2.5 secondi e la spinta che espelle il pilota dall’abitacolo del velivolo è spaventosa; l’accelerazione gravitazionale infatti è pari ad un minimo di 12g! Avete capito bene. Il corpo dello sventurato, nel momento dell’eiezione, subisce 12 volte il proprio peso: quindi se una persona pesa 70kg sentirebbe sul corpo 840kg! Infatti le conseguenze per il pilota possono essere gravi, poiché capita spesso di riportare fratture alle vertebre o ad altre ossa del corpo dovute proprio alla spinta e per molti piloti militari questo significa abbandonare la propria carriera.
Abbiamo dunque dato una panoramica al funzionamento dei seggiolini eiettabili e delle conseguenze di questo sistema di sicurezza e per concludere rendiamo onore ai temerari che hanno ricorso a quest’ultima carta per salvare la propria pelle o anche, forse, per riprendersi da una sbornia…
Hasib Ben Hassine